Tuesday, October 2, 2012

Pleasure with style - so sensual, so safe...

Sta facendo parecchio scalpore questo cartellone in shari3 Shaima che pubblicizza preservativi.

Ben vengano pubblicita' dedicate ai contraccettivi, ma in un Paese in cui le elezioni sono state vinte dai Fratelli Musulmani e dove il sesso e' ancora un taboo, non ci si aspettava di imbattersi in un mega-cartellone del genere :)

Spero sia solo l'inizio di una campagna di sensibilizzazione verso il sesso e la protezione contraccettiva dal momento che, secondo l'UNICEP, una stima di 11.000 egiziani hanno contratto l'AIDS. 1,540 i ragazzi tra i 15 ed i 24 anni.

Per ulteriori informazioni: HIV AIDS Egitto



in arabo c'e' scritto: cosi' sensuale, cosi' sicuro...

Thursday, September 6, 2012

Curiosita' linguistiche (3) - Roba bikya! Roba bikya!

Se vivi al Cairo e' molto probabile che la mattina tu venga svegliato dalla gracchiante voce di un rigattiere che a squarciagola urla: "Roba bikya!Roba bikya!"
(video:  Roba Bikya!)

Roba bikya...Roba bikya...
Roba vecchia!Ma e' italiano!Eh gia'!Com'e' possibile?



La famiglia d'Aleo prima di partire per l'Egitto
Gli Italiani d'Egitto sono sempre stati una comunita' consistente tant'e' che, nell'epoca pre-Nasseriana, rappresentavano il terzo gruppo etnico del Paese. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale le condizioni economiche e sociali spinsero molti Italiani ad abbandonare la patria alla ricerca di prospettive future migliori. Ci fu una massiccia emigrazione verso l'Egitto che, all'epoca, non partecipando alla guerra possedeva maggiore stabilita'.

L'inizio di una vita nuova in un Paese straniero non e' sempre semplice. Coloro che non avevano una preparazione specialistica dovettero arrangiarsi e alcuni di loro si improvvisarono rigattieri. Lavoro che, in seguito, fu ereditato dagli Egiziani i quali storpiarono leggermente lo "slogan" iniziale. Per cui nel tempo Roba vecchia! divenne Roba bikya! termine con cui viene indicato il mestiere stesso.

Potete immaginare il mio disorientamento quando, durante le mie vacanze in Calabria (giusto qualche giorno dopo il mio rientro), sono stata svegliata dall'urlo sgrazziato di un rigattiere: "Roba vecchia, roba vecchia!".
Per un attimo ho pensato di essere ancora al Cairo, ma non capivo come mai la stanza non fosse quella del mio appartamento.


Il contributo che gli Italiani apportarono all'Egitto dal punto di vista archittetonico, artigianale, industriale e' visibile. A questo proposito suggerisco la visione di questo documentario: The Italians of Egypt - documentary

La famiglia Santoro alle piramidi

Monday, August 6, 2012

Sofa culture in Middle East - un progetto a lungo termine

Sofa culture in Midan Tahrir di fronte al Mogamma


Questo e' un progetto fotografico che intendo portare avanti negli anni avvenire: Sofa culture in Middle East

E' nato tutto un po' per caso. Durante i miei viaggi in Medio Oriente ho sempre notato la presenza dei divani per strada ma non li ho mai considerati parte della cultura ospitante finche' non ho iniziato a fotografarli e.....ora sono diventati la mia ossessione.

Che sia a piedi o in 3rabeyya (qualsiasi cosa a 4 ruote che si muove), ormai, instintivamente scruto tra le viuzze alla ricerca di un nuovo esemplare da fotografare. Appartenenti all'ambiente urbano, non sono semplici elementi d'arredamento: esprimono la natura estroversa degli arabi i quali sono socievoli, accoglienti e..diciamocelo, un po' ficcanaso.

Avendo iniziato questo progetto qui, al Cairo, per ora c'e' solo la sezione Cairo.

Se per favore potete darmi il vostro feedback sul progetto, ve ne sarei molto grata!


Un cane ronfa beatamente su un sofa nella
Citta' dei Morti

Monday, July 30, 2012

Esplorare il Cairo, una foto alla settimana (2) - La Garbage City

Mansheyya Nasr - Garbage City
dove avviene il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti
del Cairo


Mansheyya Nasr puo' essere considerata una delle aree piu' importanti per il Cairo: e'  laddove avviene il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti dell'intera megapoli. Gli agenti informali di tale processo sono gli Zabaleen (zibela in egiziano significa spazzatura). 

Agli inizi del 20simo secolo, un gruppo di immigrati, originari da un'oasi chiamata Daklha, si sono stanziata nella periferia del Cairo. Questa comunita': i wayiha (sarebbe a dire gli uomini dell'oasi) si occupavano principalmente della raccolta della spazzatura del Cairo. Questa veniva raccolta, riutilizzata e venduta nuovamente.

Tuttavia, negli anni 30' e 40', apparve un altro gruppo di raccoglitori informali: gli Zabaleen. Quest'ultimi, in maggioranza Cristiani, colpiti dalla crisi economica di quegli anni, decisero di immigrare dall'Egitto meridionale verso il Cairo. Una volta arrivati a destinazione, si stanziarano nell'area di Mansheyya Nasr sulle pendici della collina Mokatam. Inizialmente si limitarono a raccogliere rifiuti organici cosi' da poter sfamare i maiali, i quali erano la loro fonte di sostentamento principale. In un secondo momento, cominciarono ad assumere lo stesso ruolo degli Wahiya.

Fino al 1990, gli Zabaleen si recavano alle singole abitazioni per raccogliere la spazzatura con carretti trainati da asinelli. Ma dal 1990 in poi, i carretti furono vietati e sostituiti da camion mecanizzati voluti principalmente dall'agenzia CCBA (Cairo Cleansing and Beautification Authority). 

Nonostante l'inevitabile processo di modernizzazione e gli ostacoli imposti dalle istituzioni, gli Zabaleen sono stati in grado di sviluppare un sistema molto efficiente per il riciclaggio e smaltimento dei rifiuti.
Molti studi hanno dimostrato che gli Zabaleen sono in grado di recuperare l'80% dei materiali: plastica, rifiuti organici, vetro, metallo, carta, tessuti... Un'ottima percentuale se la si paragona al lavoro svolto dagli agenti formali, pubblici e/o privati, i quali riescono a recuperare solo il 20% dei materiali.

E' innegabile l'importanza di questo quartiere per Om al-Dunya, ma bisogna sottolineare il fatto che gli Zabaleen lavorano in condizioni inadeguate:


  • la maggiorparte delle famiglie raccolgono la spazzatura in casa creando un ambiente malsano,
  • non si fa attenzione al trattamento di sostanza tossiche, industriali o sanitari, pericolose per la salute umana,
  • ed infine, non ci si preoccupa minimanete delle conseguenze ambientali.

Friday, July 20, 2012

Perche' il sesso e' un taboo, ma il viagra....



Perche' il sesso  e' tabu' qui, ma pubblicizzare il viagra assolutamente no.

- Da dove arriva tutta questa "piacevolezza"
- Dalla farmacia, a 10 ghinee

Mi fa morire dalle risate...oooh Cairo. Quante contradizioni.


Cause sex is a taboo here, but advertising viagra is the most normal thing ever.

- Where did all this "pleasantness" come from?
- From the pharmacy with 10 ghinee

It's hilarious...oooh Cairo.So many contradictions.


Sunday, July 15, 2012

Il mio fotoreportage su Shoot 4 Change


Per leggere il fotoreportage sulla vincita di Morsy cliccare qui

Sono molto contenta per l'opportunita' che mi e' stata data, piu' che altro perche' Shoot 4  Change e' un'organizzazione che rispecchia la mia concezione della fotografia.

Per saperne di piu': Shoot 4 change

Per vedere altre foto dell'evento storico: Photoblog Rihla saida: From Egypt to Palestine and back

Saturday, July 14, 2012

Verginity Test by Dania Gharaibeh



You couldn't find the fear you sought in my eyes
So you spread my legs to see if you can find it in my vagina
What did you see in there?
Did you hear the screams of those you tortured?
Did you hear the souls of those you murdered?
Did you see my vagina stare right in your eyes and tell you to go fuck yourself?
Did you see my dream of a better life in its first trimester?
Did you see how resilient it is?
Did you see the sun of a brighter tomorrow shining from it?
I bet you couldn't look right into its bright light!
What did you see in there?
Did you feel it when my pussy curled its lips and spat in your face?
Pushing through the soft tissues and the discharge
Did you take a sneak peak at what's to come your way?
Did it scare you?
Did you see justice in there?
Did you seehow my uterus took the shape of a balanced justice scale with truth on one side and fairness on the other?
Did you honestly think you were humiliating me?
Violating me?
Ohhh you are mistaken my pathetic dear!
There is nothing in the world I wanted more than you to see the rage in me
And there is no better place to see it than deep down where you were looking


Traduzione in italiano:

Non sei riuscito a trovare nei miei occhi la paura che cercavi
Quindi mihai allargato le gambe per vedere se potevi trovarla nella mia vagina
Che cosa ci hai visto la' dentro?
Hai sentito le urla di coloro che hai torturato?
Hai sentito le anime di coloro che hai ucciso?
Hai visto la mia vagina guardarti dritto negli occhi e dirti di andare a farti fottere?
Hai visto il mio sogno di una vita migliore nel suo primo trimestre di gravifanza?
Hai vissto come sa addattarsi?
Hai visto il sole di un domani piu' luminoso brillare da essa?
Scommetto che non potevi guardare dritto dentro la sua luce!
Che cosa ci hai visto la' dentro?
Ti sei accorto quando la mia fica ha chiuso le labbra e ti ha sputato in faccia?
Spingendo attraverso i tessuti molli e le mie secrezioni
Hai dato n'occhiata a quel che ti accadra'?
Ti sei spaventato?
Hai visto la giustizia la' dentro?
Hai notato come il mio utero abbia la forma di una giustizia equilibrata con la verita' su un lato ed l'equita' sull'altro?
Hai davvero pensato di umiliarmi?
Di violarmi?
Ohhh ti sbagli mio caro patetico!
Niente al mondo desideravo di piu' che mostrarti la mia rabbia
E non c'e' posto migliore che vederla che la profondita' in cui tu guardavi

Grazie per la collaborazione, Francesco Puglia :)

Post correlato: I graffiti della rivoluzione egiziana (2): Samira Ibrahim

Friday, July 13, 2012

Words of Women from the Egyptian Revolution | Episodio 1: Rasha Azab



Ci sono i sottotitoli in inglese ed in spagnolo (castigliano).
Words of Women from the Egyptian Revolution e' un documentario che da' voce ad alcune di quelle donne che hanno partecipato alla rivoluzione.


Il documentario non e' ancora terminato ed i realizzatori hanno lanciato un appello di raccolta fondi. Se volete contribuire cliccate su questo link: Words of women from the Egyptian revolution, dove vi vengono anche spiegati i dettagli del progetto.


Nel primo episodio incontriamo Rasha Azab, una donna di 29 anni, attiva politicamente dal 2000. Del suo racconto ci sono diversi passaggi che ho trovato interessanti. Vorrei evidenziarne un paio:

  • Rasha ci spiega come la gente sia convinta che Mubarak abbia "abdicato" in seguito ai 18 giorni di sit-in in Tahrir. Lei sostiene che, in realta', l'evento determinante che ha fatto capitolare il faraone sono state le 48 ore precedenti di scontri non stop. Se non fosse stato per la rivolta iniziata per strada e nei quartieri, la gente non avrebbe occupato Tahrir e la piazza non sarebbe diventata il simbolo della rivoluzione.
    Il fatto che ci siano stati degli scontri tra la polizia e gli egiziani significa che non si e' trattato di un movimento pacifista?Assolutamente no, signifca non "farsi pestare di botte per poi tornare a dormire" come e' stato per 50 anni sotto il regime di Mubarak.  La violenza usata (per di piu' lancio di sassi) e' stata insignificante paragonata a quella di Stato: "Qualsiasi istituzione oppressiva, qualsiasi forma di oppressione che schiaccia, insulta, umilia e tortura il popolo, merita d'essere abbattuto senza ulteriore esitazione."

  • Il risveglio di coscienza non dipende dall livello d'educazione ricevuto o dalla classe sociale a cui si appartiene. Porta come esempio la propria famiglia in cui il padre e la madre sono analfabeti.

  • La rivoluzione non e' avvenuta tramite Facebook o Twitter. Una rivoluzione avviene quando la gente scende per strada ed occupa gli spazi pubblici ribellandosi al sistema. Avviene "quando resiste, muore e si sacrifica per cose che sono importanti nella loro vita.". Il prototipo del rivoluzionario seduto davanti al computer e un'immagine che e' stata difusa dai media occidentali ed internazionali ma che in realta' non ritrae il reale aspetto dell'attivista nella rivoluzione egiziana.

Monday, July 9, 2012

Curiosita' linguistiche (2) - Yussuf Effendi, il commerciante che ha dato il nome ai mandarini



Mercoledi', come consuetudine, dovro' recarmi a Shubra per dare lezioni di inglese ad una giovane madre egiziana: Mona.

Devo dire che l'impatto iniziale con il quartiere non e' stato tra i migliori. E' una zona povera sottoposta, in passato, ad un'urbanizzazione selvaggia malriuscita e che ne mantiene i segni nei palazzi ammassati l'uno sull'altro mai terminati. Puo' anche darsi che in passato fosse un quartiere di famiglie benestanti, ma che con il tempo e' stato succhiato dalla metropoli ed e' finito per appartenere ad una delle tante periferie dimenticate della capitale. 

In una citta' frenetica come il Cairo dove, spesso e volentieri, l'educazione e la pazienza sono caratteristiche  rare, e' proprio in questi quartieri che si possono trovare le eccezione. La famiglia di Mona e' tra le piu' squisite che abbia incontrato. Lui insegnante, lei impiegata aspirano ad una vita migliore per i figli, i quali possegono una curiosita' infinita. Il motivo principale per cui Mona sta imparando l'inglese e proprio per poter aiutare i figli a scuola. Il suo sogno e' di mandarli alla scuola inglese, qui al Cairo. Per ora troppo costosa.

Comunque, oggi mentre preparavo una lista della frutta e della verdura in inglese, mi e' venuta in mente uan curiosita', a mio parere, simpatica.

Tra tutti i nomi di frutta, "Yussuf effendi" (mandarino) e "Guz hind" (cocco) sono i miei preferiti. 
Guz hind significa marito indiano e Yussuf effendi e' un nome di persona.

Yussuf al-Armani, come suggerisce il cognome, era un armeno che aveva iniziato un commercio di mandarini importati dall'isola di Malta. Fu il primo a piantarne i semi nell'orto di Muhammad Ali (khedive' d'Egitto). Il frutto ebbe un tale successo che si diffuse molto velocemente e ben presto fu sopranominato "Yussuf Effendi". "Effendi" e' un titolo di nobilta' turco che si usa come forma di rispetto.


post correlati: curiosita' linguistiche (1) - I venditori di zucchine? Tutti raccomandati!

Se volete visitare il mio fotoblog: Rihla Saida: From Egypt to Palestine and back

Sunday, July 8, 2012

Cinema egiziano (1) - Il Caos di Shahine ( هي فوضي)





Produzione: Egitto 2007
Genere: Drammatico
Durata: 122'
Interpreti: Khaled Saleh, Mena Shalaby, Hala Sedky, Youssel el Cherif

Purtroppo non l'ho trovato con i sottotitoli per cui e' tutto in egiziano.

Heyya Faudi si svolge a Shubra, uno dei quartieri ex cosmopolitani che nel tempo hanno risentito della crisi economica, politica e morale deteriorandosi in aree abbandonate a se stesse. L'intero film e' basato sul contrasto tra i personaggi. Da un lato: Hatem, un poliziotto corrotto che tiene sotto il pugno di ferro l'intero quartiere, assetato di potere abusa della sua posizione per detenere prigionieri senza un'accusa e torturarli, mentre, nel fratempo, rilascia criminali secondo i suoi interessi. Dall'altro:  Nur e Sherif. Lei, una insegnante di inglese proveniente da una famiglia modesta, lui, un brillante ed integerrimo procuratore che cerca di ripristinare ordine e giustizia nella societa' egiziana

Nonostante la semplicita' della trama e i personaggi un po' stereotipati vi sono importanti elementi di critica politica. Il regista si scaglia esplicitamente contro la classe dirigente, i politici ed i militari, i quali, hanno tradito gli ideali panarabi di Nasser ed invece di dirigere il proprio paese, l'hanno impoverito moralmente favorendo l'insorgere del fanatismo religioso.

Shahine, alla fine del film, sembra suggerire che il caos creato dal decadimento morale puo' essere sconfitto solo dal caos prodotto dalla ribellione popolare. Per questo motivo in molti sostengono che questo film anticipi gli eventi della rivoluzione egiziana.